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sinossi

Un delinquente costretto a fare il poliziotto per non rischiare di finire arrestato. E lo fa benissimo, a modo suo. Da semplice agente, risolve casi su casi che neanche va a cercare. L’ironia e la sregolatezza sono le sue armi segrete.

Giuseppe Pino Pitrusino, detto per fare prima Joe, a tutto pensa tranne che a fare il poliziotto. Gli piacciono le “topoline” e non una, tutte. Sbirro per caso, fa di tutto per non fare il poliziotto, ma viene chiamato ad agire anche quando è appartato in spiaggia, di notte, con la luce della luna e gli ululati dei lupi. Dopo il pensionamento, trova il coraggio di raccontare tutte le sue storie.

Una di queste è IL BARO DESTINO. Joe Pitrusino si presenta, mettendosi a nudo e in tutti i sensi perché gli piace stare senza indumenti. Per lui è un vanto mostrarsi, ma non con tutti. Si vanta di essere dotatissimo, fin da neonato quando le sue virtù, vennero per la prima volta esaltate in pubblico dalla mamma Sina con i sentiti complimenti di parenti e vicine.

Joe racconta come è finito in polizia da delinquente numero uno della famiglia Pitrusino, con capostipite il mitico nonno stampafanciulli. L’unica mortificazione è il cugino cretino che ha il suo stesso nome. È il cugino a dare una mano al baro destino e a incastrare Joe Pitrusino.

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