Saramonica_e_Mani_Virdi

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sinossi

L’Ispettore Capo Giovanni Di Falco, in servizio presso il Commissariato di pubblica sicurezza di una cittadina marinara della Sicilia occidentale, possiede un suo personale archivio. Si tratta di un armadio di metallo, dove all’interno il poliziotto conserva gli incartamenti ufficiali, in copia, dei casi di cui si è occupato. Ogni caso ha una sua cartella. Per identificare l’indagine, nella copertina di ognuna, di Falco di solito scrive una frase tratta del dialetto siciliano.

Uno di questi fascicoli è intitolato ” SARAMONICA E MANI VIRDI” Si tratta di due figure immaginarie della tradizione popolare siciliana, che venivano utilizzate dai genitori per mettere paura ai piccoli ed evitare che si avvicinassero a pozzi o luoghi pericolosi. E’ proprio attraverso un pozzo e un canale idrico di origine araba che si snoda questo caso; immigrati siciliani e tunisini si contendono una abitazione nel centro storico della loro cittadina. L’epilogo dell’indagine sarà davvero sorprendente. La suspance si alterna alla comicità, perché come è solito dire Di Falco in merito al suo mestiere di poliziotto “I soldi sono pochi ma le risate tante”.

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