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sinossi

Un delinquente costretto a fare il poliziotto per non rischiare di finire arrestato. E lo fa benissimo, a modo suo. Da semplice agente risolve casi su casi che neanche va a cercare.

L’ironia e la sregolatezza sono le sue armi segrete.

Giuseppe Pino Pitrusino, detto Joe per fare prima, a tutto pensa tranne che a fare il poliziotto. Gli piacciono le “topoline”, le femmine, e non una, tutte. Sbirro per caso, fa di tutto per non lavorare, ma viene chiamato ad agire anche quando è appartato in spiaggia, di notte, con la luce della luna e gli ululati dei lupi. Dopo il pensionamento, trova il coraggio di confessarsi e di raccontare tutte le sue incredibili e turbolente storie.

Una di queste è Il presepe sparito. Un caso intricatissimo, pieno di mistero, che lo tiene occupato per un intero Natale. Non è mai accaduto da nessuna parte al mondo che un intero presepe vivente, con centinaia di attori e animali, sparisca in blocco nel cuore della notte. Nella città di Joe Pitrusino, fatto più unico che raro, è accaduto, lasciando tristezza e disperazione. Lo racconta lui stesso, come sempre.

Joe rinuncia alla vestaglia di Matilde per andare a fondo nelle sue indagini perché tra gli organizzatori e gli attori del presepe sparito c’è un suo carissimo amico: il maresciallo Paolilli. Il presepe sparito è il suo primo presepe vivente, a coronamento del sogno di una vita. Dopo aver visto quello magnifico di Sutera, rimane folgorato e  pensa di replicarlo nel suo paese, con l’aggiunta di un tocco di originalità. Inserisce, ad esempio, la postazione del salumiere che lui stesso impersona. Ma succede qualcosa ed il presepe sparisce in un niente come una stella cadente dentro il buco nero di un Natale ricco di sorprese.

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